MORTE DELLA MATEMATICA NAPOLETANA
di Nicola Angrisano
03/03/2026

Le cifre vengono pronunciate come sentenze. Risuonano nello spazio pubblico con la forza di un verdetto: troppo grande, troppo costoso, impossibile da rimuovere. Così il numero non misura più, delimita. Non chiarisce, chiude.

Nella discussione sulla colmata i volumi crescono a seconda del contesto, si espandono fino a diventare ostacolo insormontabile. Ripetuti senza confronto, assumono la forma dell’inevitabile. E ciò che appare inevitabile non si discute: si accetta. Eppure i documenti tecnici raccontano una scala diversa, una complessità che non coincide con la cifra evocata nei dibattiti pubblici. Lo scarto non è solo quantitativo: è politico.

Quando la matematica viene piegata alla narrazione, smette di essere strumento di conoscenza e diventa dispositivo di consenso. Non è un errore di calcolo. È una strategia comunicativa. La matematica non muore per un conto sbagliato. Muore quando viene usata per convincere invece che per spiegare.