08/05/2025
Dalle piazze del centro ai quartieri popolari, Napoli esprime una solidarietà forte e visibile con il popolo palestinese. Lo slogan “Zionist not welcome”, comparso su striscioni e manifesti, è diventato simbolo di una posizione politica netta: contro l’occupazione e l’apartheid israeliano. Non si tratta di un attacco identitario, ma della denuncia di un progetto coloniale che nega diritti fondamentali ai palestinesi.
“Tra i tanti turisti presenti, sicuramente vogliamo fare a meno dei sionisti,” affermano gli attivisti, rivendicando il rifiuto della complicità con l’oppressione. La città si conferma spazio vivo di confronto: assemblee, proiezioni e dibattiti mettono al centro la narrazione palestinese, spesso oscurata dai media mainstream.
Gli studenti chiedono il boicottaggio delle collaborazioni accademiche con istituzioni israeliane complici. I centri sociali rilanciano l’impegno con cortei, arte pubblica e informazione dal basso.
“Napoli riconosce le lotte per la libertà e le fa proprie.” Qui la solidarietà è pratica quotidiana, una voce del Sud che rompe il silenzio e costruisce legami internazionali di giustizia.
