03/03/2026
L’organizzazione della Coppa America di vela a Napoli non è semplicemente uno dei tanti “grandi eventi” ormai osteggiati in tutto il mondo, perché portatori di una deregolazione normativa che consente interventi speculativi, in termini soprattutto edilizi, che rivelano nel tempo danni incalcolabili per i territori e le popolazioni.
La gravità doppia dell’operazione Coppa America è che è stata utilizzata dal governo e dalla struttura commissariale per stravolgere i piani urbanistici esistenti fin dalla metà degli anni Novanta e che prevedevano la nascita di una grande spiaggia libera da Nisida a Pozzuoli, di un bosco nell’area interna ex industriale, mare pulito e balneabile e rimozione della colmata. Gran parte di questi obiettivi sono stati accantonati con la scusa dell’America’s Cup, senza che nulla venisse chiesto neppure al consiglio comunale di Napoli. Sulla colmata ci sarà una cementificazione, la copertura con migliaia di metri cubi di calcestruzzo armato e la costruzione di un porto, finalizzato all’espansione dell’economia del turismo a discapito della possibilità delle persone di godere una risorsa vitale come il mare.
Con l’aumentare delle proteste sul ter- ritorio il sindaco-commissario Manfredi e i suoi amministratori hanno organizzato una serie di iniziative di finta partecipazione, ad accordi però già firmati e a lavori iniziati. A febbraio gli assessori Laura Lieto ed Edoardo Cosenza, insieme ai sub-commissari Falconio e De Rossi e al dirigente Auricchio sono stati duramente contestati dagli abitanti del territorio. Nello stesso destino è incorso il sindaco: i cittadini bagnolesi hanno annunciato che considereranno una pas- serella di questo tipo come volontà di “dialogo” solo se prima verranno sospesi i lavori che stanno devastando il territorio. Tra pochi giorni, in particolare, si inizierà con i pericolosissimi dragaggi che, come illustri scienziati spiegano, rischiano di riempire l’aria circostante e il mare di sostanze fortemente cancerogene e diossine.
