UN HAMBURGER DA McDONALD’s?
di Beatrice Bulbi
27/02/2025

Tra un massacro e l’altro, i soldati israeliani mangiano panini

Meglio un genocidio a pancia piena. E senza sganciare neanche uno shekel. Intanto la popolazione palestinese è ridotta alla fame da un feroce assedio che fa mancare cibo, acqua, medicine. Migliaia di bambini non hanno latte a sufficienza, si ammalano e muoiono. Gli ospedali sono distrutti e le ambulanze colpite dai ben nutriti soldati di Israele. La generosa decisione del gigante del cibo spazzatura risale ai giorni immediatamente successivi al 7 ottobre del 2023, quando erano da poco cominciati i bombardamenti a tappeto sulla popolazione di Gaza. Un post pubblicato in ebraico dalla McDonald’s Israel annunciava: “Intendiamo donare migliaia di pasti ogni giorno ai soldati sul campo e nelle aree di dispiegamento, e questo va oltre lo sconto ai soldati che vengono nei ristoranti”. E per rispettare questo impegno la multinazionale Usa, con sede a Chicago, ha aperto altri 5 negozi. Ma da sempre la McDonald’s si è resa complice del colonialismo sionista, appoggiando in tutti i modi lo Stato ebraico. Già prima a tutti i militari israeliani la McDonald’s praticava uno sconto del 50%. Il genocidio ha rimpinguato le casse McDonald’s. Ma colpire e danneggiare questi affaristi è possibile. Ed è già avvenuto.

McDonald’s ha perso miliardi di dollari dall’inizio della campagna di boicottaggio intensificata dal 2023. Le sue azioni sono precipitate e in un solo giorno Big Mc ha perso 7 miliardi di dollari. Un singolo gesto, moltiplicato per milioni di volte, può essere efficace.

Un panino da McDonald’s? No, grazie!