TEVA ? NO GRAZIE
di Nicola Angrisano
11/09/2025

La campagna di boicottaggio, lanciata da BDS e sostenuta da Sanitari per Gaza e Rete Digiuno Gaza, denuncia la complicità della industria farmaceutica israeliana, con l’economia di occupazione israeliana, poiché proprio grazie ad essa TEVA, che è la principale produttrice di farmaci in Israele, può vendere prodotti in Palestina in totale assenza di concorrenza, a causa del serrato controllo israeliano sull’import-export dai territori e degli enormi ostacoli imposti alla produzione di farmaci in Palestina.

Molti Enti Internazionali hanno messo in discussione la eticità di TEVA. Nel 2017 le Nazioni Unite hanno inviato una lettera di avvertimento a TEVA per la sua attività nelle colonie illegali. Nel 2024 la Commissione Europea ha inflitto una multa da 462milioni di euro per aver abusato del sistema di brevetti per il farmaco COPAXONE. Da anni in Israele si denuncia che aziende farmaceutiche sperimentino, senza alcun controllo, prodotti sui prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

Per queste ragioni gli operatori sanitari attivi nella difesa della vita e della salute chiedono alla Regione, alle aziende sanitarie di recedere gli accordi commerciali con TEVA (inclusi Rathiopharm, Dorom e Cephalon) in tutti i casi in cui esista valida alternativa sul mercato dei farmaci.