SONO TUTTE SPIAGGE PUBBLICHE
di Mario Libero
10/07/2025

A Napoli meno del 5% della costa è ancora liberamente balneabile. Escluse le ex aree industriali a est e ovest, il litorale è quasi interamente occupato da concessioni private o accessi a pagamento. Delle 13 spiagge libere, alcune restano di fatto inaccessibili (come Riva Fiorita), altre sono a numero chiuso con prenotazione obbligatoria (Baia Donn’Anna, Gaiola), mentre tratti come Bagnoli e San Giovanni sono riservati esclusivamente all’elioterapia.

Nel frattempo il caldo cresce, le concessioni risultano formalmente scadute (come affermano TAR e Consiglio di Stato), ma i privati restano saldamente al comando del litorale. Complicità o inerzia? Le istituzioni, dal Comune di Napoli all’Autorità portuale, appaiono assenti. E così il mare – bene comune – continua a essere trattato come una merce.

Serve un piano per la costa scritto insieme ai cittadini, che preveda concessioni solo per i servizi, restituendo davvero le spiagge alla collettività. Un modello già applicato in città europee come Barcellona.

Ma occorre anche bonificare e restituire tratti abbandonati da decenni come Bagnoli e San Giovanni. A Bagnoli, dopo 40 anni e milioni spesi in progetti rimasti sulla carta, oggi si promette una trasformazione in chiave luxury: resort, porto per yacht, alberghi, in vista della Coppa America. Una nuova favola, ignorando perfino il bradisismo che avanza.

Altro che mega-eventi: servono bonifiche vere, la rimozione della colmata e una grande spiaggia pubblica, verde, gratuita.
Per il mare, la salute, il lavoro. Per Napoli.