17/12/2025
C’è chi si rifiuta
Come ogni anno a Dicembre, tra i banchi del parlamento e nei consigli dei ministri, si discute freneticamente per approvare la nuova legge di bilancio.
Quest’anno il governo Meloni, come voluto dai vertici della Nato, e avallato da tutti i governi membri, si appresta ad aumentare esponenzialmente la spesa militare a discapito della spesa sociale.
Venti di guerra soffiano in tutta Europa, e con questi, gli esecutivi del vecchio continente iniziano a ragionare su come reclutare uomini e donne pronti per un futuro conflitto, senza avere ancora chiaro contro chi.
Per questo motivo l’autunno è stato caratterizzato da una crescente propaganda militarista, di cui la festa dell’esercito del 4 Novembre sul lungomare di Mergellina è stato il culmine per la nostra città. Così per i governi torna la necessità di riportare in auge la famosa leva militare, obbligatoria o volontaria che sia. Ma i giovani e le giovani di tutto ciò che pensano? Non potendo avere la pretesa di parlare per tutti loro, possiamo però prendere nota di come in Germania, nelle prime settimane di dicembre la risposta sia stata negativa con un grande sciopero studentesco contro la leva militare. E in Italia? Questo solo il tempo potrà dircelo!
Se quasi cento anni fa l’Europa si riarmò e diede inizio a una delle più grande catastrofe umana della storia ora forse i giovani europei potrebbero lanciare un messaggio chiaro e disertare un futuro di morte e disperazione!
