11/09/2025
È iniziato come un gesto spontaneo di alcuni sanitari toscani e si è trasformato in pochi giorni nella più grande mobilitazione del personale sanitario italiano.
La Giornata nazionale di digiuno contro il genocidio a Gaza del 28 agosto ha visto la partecipazione di oltre 30.000 operatori sanitari davanti a più di 500 strutture ospedaliere e territoriali in tutta Italia. L’iniziativa ha rappresentato un momento di convergenza inedito tra realtà diverse che da mesi lavorano per sensibilizzare l’opinione pubblica sul massacro palestinese. Questa spontanea aggregazione dal basso insieme alla rete Sanitari per Gaza e la campagna BDS “TEVA? NO GRAZIE!” ha dimostrato come la crisi di Gaza abbia toccato profondamente la coscienza del personale sanitario italiano.
La mobilitazione ha articolato tre richieste chiare e attuabili:
1- Al governo italiano: Sospendere immediatamente accordi militari e fornitura di armi ad Israele, chiedere il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per aiuti alimentari e sanitari alla gente di Gaza allo stremo delle forze.
2- Alle aziende e istituzioni sanitarie, Ordini professionali, società scientifiche, università e centri di ricerca: Adottare formalmente una dichiarazione ove si riconosca il genocidio in corso e si affermi l’impegno a contrastarlo con ogni mezzo a disposizione.
3-L’adesione alla campagna di boicottaggio No TEVA promossa da BDS contro l’azienda farmaceutica israeliana TEVA per la risoluzione di contratti in essere e declinare accordi futuri. Il caso TEVA è particolarmente significativo: secondo un rapporto KPMG di fine 2024, l’azienda ha dimostrato attivo supporto alle Forze di Difesa Israeliane, donando forniture mediche ai soldati.
