Reporter sans Frontières lancia una nuova campagna di sensibilizzazione sulla vicenda Assange, coinvolgendo media da tutto il mondo
di Alessio Di Zolla
07/12/2023

Lo scorso 18 ottobre l’organizzazione non governativa internazionale Reporters sans frontières (RSF) ha lanciato la campagna globale di informazione Collateral damage (“danno collaterale”): il titolo richiama quello di Collateral murder (“assassinio collaterale”), un video di pochi minuti pubblicato da Wikileaks nel 2010 che gettò luce su un grave crimine di guerra commesso in Iraq dall’aviazione statunitense.

Rebecca Vincent, responsabile dell’iniziativa, ha dichiarato “Se gli Stati Uniti riusciranno a estradare Assange e a processarlo sulla base dell’Espionage Act, chiunque pubblichi fatti basati su fughe di notizie o fonti classificate potrebbe essere il prossimo, con un impatto sul diritto all’informazione di tutti noi. Ora è il momento di manifestare una solidarietà globale a sostegno del giornalismo e della libertà di stampa, prima che sia troppo tardi”.

Progettata in collaborazione con l’agenzia di pubblicità BETC, la campagna pubblica un ritratto di Assange i cui lineamenti sono formati dai titoli di diverse decine di giornali e altri media: si tratta dei media partners che hanno pubblicato in passato i dati resi pubblici da Wikileaks. Tra questi figurano “le Monde”, “The Guardian”, numerose testate centro e sudamericane e, per l’Italia, “Il Dubbio”.

Il Regno Unito, Paese in cui Assange è detenuto in un carcere di massima sicurezza in attesa di giudizio, e gli USA, che chiedono la sua estradizione, sono rispettivamente al 26° e al 45° posto su 180 Paesi nel Word Press Freedom Index 2023 di RSF.