PERCHÉ HANNO UCCISO MARIO
di Loretta Cocci
08/05/2025

Mario Paciolla aveva 33 anni quando fu trovato senza vita nella sua abitazione in Colombia, dove lavorava a un progetto di cooperazione internazionale per le Nazioni Unite. Era il 15 luglio del 2020. Da quasi cinque anni è in corso una battaglia perché emerga la verità sulla sua morte, classificata senza esitazioni come suicidio dalle istituzioni colombiane e dai suoi superiori all’ONU.

Di sicuro Mario da qualche tempo si sentiva in pericolo, e proprio il giorno prima aveva comprato un biglietto per rientrare in Italia; l’ipotesi del suicidio, inoltre, si fonda su una ricostruzione dei fatti illogica e contraddittoria.

Il collettivo “Giustizia per Mario Paciolla” è animato dai genitori del giovane cooperante, Anna Maria Motta e Pino Paciolla, che hanno intrapreso un percorso legale irto di ostacoli.

Nel 2022 la famiglia Paciolla ha denunciato in Colombia i funzionari ONU e quattro agenti di polizia per avere cancellato prove cruciali subito dopo la morte di Mario; alla denuncia è però seguita una richiesta di archiviazione.

Tre mesi più tardi la procura di Roma ha richiesto l’archiviazione del caso “per assenza di prove sufficienti”. Un anno dopo il GIP ha respinto tale richiesta, ma a giugno del 2024 è stata emessa una nuova richiesta di archiviazione. In questi giorni si attende la pronuncia del giudice sull’ultimo ricorso presentato dalla famiglia di Mario contro la definitiva chiusura del fascicolo.

In questa situazione tanto delicata, martedì 13 maggio alle 19, presso la Fondazione Foqus, sarà presentato un report realizzato da Fanpage che sintetizza e aggiorna le numerose incongruenze emerse nel corso degli anni e dà voce a chi, con coraggio e determinazione, continua a chiedere verità e giustizia: tra questi anche l’avvocata Alessandra Ballerini, che da anni segue il caso con passione.

Anna Maria Motta e Pino Paciolla invitano a prendere parte alla proiezione, definendola “un’occasione preziosa per ricordare Mario, per ascoltare, riflettere e restare uniti nella ricerca della verità”.