22/06/2023
Mario Paciolla, il cooperante Onu napoletano di 33 anni trovato impiccato in Colombia, a San Vicente de Caguàn, il 15 luglio 2020, aveva indagato su un bombardamento compiuto dai militari contro un villaggio di dissidenti Farc, in cui erano morti anche 7 adolescenti. Il materiale era stato fatto avere a un senatore dell’opposizione, Roy Barreras, presidente della Commissione per la pace con le Farc, che lo aveva utilizzato per mettere alla berlina il governo, e costringere alle dimissioni il ministro della Difesa, Guillermo Botero.
Sarebbe in questo dossier il movente della morte del napoletano, inizialmente considerata un suicidio, al quale però i genitori di lui non hanno mai creduto. È stato “El Espectador”, autorevole giornale colombiano, a pubblicare lo speciale della giornalista investigativa Claudia Julieta Duque.
“Mario Paciolla: el costo de la caìda de un ministro?”, è il titolo dell’articolo in cui si racconta del bombardamento del 29 agosto nel villaggio di Aguas Claras, in cui morirono 7 ragazzini tra i 12-17 anni; delle indagini della Missione Onu (e di Paciolla), della fuga di notizie su quel materiale e delle successive dimissioni di Guillermo Botero. “Non mi sento più sicuro in Colombia”, scriveva il giovane pochi giorni prima di morire.
