Mario che costruiva la pace
di Monia Paolini
12/07/2024

Mario nasce a Napoli il 20 Marzo 1987, terzo figlio dopo due femmine.
Con una Laurea Magistrale alla Facoltà di Scienze Politiche all’Orientale di Napoli in Relazioni Internazionali, conosceva tre lingue e aveva sempre amato viaggiare: Barcellona, Sarajevo, Londra, un Interrail in giro per l’Europa come regalo per i 18 anni, poi l’Erasmus a Parigi, dove cominciò a scrivere per CafèBabel, una rivista europea di giornalismo partecipato con sede principale a Parigi, fatta da studenti di vari Paesi. Mario creò la redazione di Napoli. Fu organizzatore del primo “Festival dei giovani giornalisti” al Pan di Napoli.

Un curriculum incentrato sui diritti umani, con una prima esperienza di cooperazione internazionale in India nel 2011, poi in Argentina per un paio d’anni. Ovunque andasse per il suo lavoro Mario conduceva una vita semplice, cercava occasioni per giocare a calcio, a basket e praticare le danze locali: in Argentina il tango, in Colombia la salsa e il merengue. La frequentazione di questi luoghi gli permettevano, sosteneva, di entrare in relazione col territorio.

Agli inizi del 2015 Mario comincia la sua preparazione con le “Brigate di Pace internazionali”, una ONG che opera in 14 Paesi, il cui scopo principale è fare da scorta non armata ai difensori dei diritti umani minacciati di morte. Nel frattempo frequenta un corso di formazione con il Cesie, un centro studi europeo ispirato al pensiero di Danilo Dolci, per la collaborazione tra culture nel rispetto dell’etica e dello sviluppo umano.

Parte per la Colombia e va a Bogotà con le Brigate, dove vive un periodo di grosso entusiasmo per il lavoro che svolge ma anche di tranquillità. Dalle parole di una volontaria che cooperava con lui:

“Mario aveva ben chiara l’importanza di una buona preparazione per capire le dinamiche sociali, così come aveva chiaro che i protagonisti del cambiamento dovevano essere le stesse comunità locali; i cooperanti stranieri potevano e dovevano essere un supporto ma non cercare di sostituirsi a loro, per non rischiare di diventare dei neo-colonialisti.”

Nel 2018 collabora col giornalista RAI Valerio Cataldi, che è in Colombia per un servizio sul narcotraffico, e che così si esprime su Mario Paciolla:

“Mario aveva una grossa capacità di analisi, una grande conoscenza del territorio.”

Nello stesso anno Mario lascia le Brigate Internazionali per entrare, con entusiasmo, come operatore di pace nel progetto delle Nazioni Unite.

Il 15 luglio 2020 Mario viene trovato senza vita nella sua casa di San Vicente del Caguàn. Ha 33 anni.

Nel 2021 Cataldi dirige per il programma di approfondimento Spotlight di RAI News l’inchiesta “Mario che costruiva la pace”.
Su RAI PlaySound è possibile ascoltare il podcast “Tre anni senza verità”, con i contributi di Anna Motta e Pino Paciolla, i genitori di Mario, e di quanti lo hanno conosciuto ed amato.