L’EDICOLA TORNA A PARLARE
di Nicola Angrisano
14/07/2026

Dopo la rimozione dell’installazione artistico editoriale di LIBERI, ripristiniamo le pagine cancellate e ne affiggiamo una quinta

Venerdì 10 luglio l’installazione di LIBERI in Piazza Dante è stata rimossa e in parte ricoperta con carta azzurra. Non era solo carta. Non era solo un’affissione. Era un’installazione artistico-editoriale, temporanea e non invasiva. Quest’edicola abbandonata, negli ultimi anni, era diventata una pagina pubblica della città: uno spazio di informazione, opinione pubblica e dissenso.

Su queste serrande arrugginite sono passate molte delle battaglie che attraversano Napoli e il mondo: la richiesta di libertà per Julian Assange, che la città ha fatto propria fino al conferi- mento della cittadinanza onoraria; la denuncia della “colmata di menzogne” con cui Bagnoli è stata sottratta al suo destino di bonifica e restituzione pubblica per diventare territorio di conquista del capitale e dell’America’s Cup; la critica alla turistificazione selvaggia, che ha defraudato gli abitanti del diritto alla casa; le lotte contro sgomberi, precarietà e CPR, al fianco dei popoli migranti; la difesa della Palestina e del popolo palestinese, vittima del genocidio per mano di Israele.

Al momento della rimozione, su questa edicola erano presenti pagine dedicate al futuro di ABC Napoli e alla difesa dell’acqua pubblica, alle complicità di ENI con lo Stato terrorista di Israele, alle battaglie per il mare libero

e l’accesso pubblico alle spiagge, fino al ricordo di Mario Paciolla, nostro concittadino ucciso in Colombia e ancora in attesa di verità. Questa edicola si trova a lato di una sede comunale.

Non conosciamo al momento i respon- sabili dell’intervento, ma le modalità con cui l’installazione è stata rimossa e coperta fanno pensare a un’azione non casuale.

Il problema non è l’affissione. È il fastidio che produce il dissenso. LIBERI rivendica il diritto a usare lo spazio pubblico come luogo di pensiero critico, dibattito, memoria e partecipazione.

Per questo siamo tornati in Piazza Dante: per ripristinare le quattro pagine rimosse e affiggerne una quinta, quella che state leggendo. Perché lotteremo sempre per una città non omologata, capace di accogliere il conflitto, la critica e le voci scomode.