LA SOLIDARIETÀ NON SI ARRESTA
di Nicola Angrisano
31/05/2025

Mediterranea Saving Humans annuncia una seconda nave per il soccorso in mare

«Questo mondo non ci renderà cattivi», citano ZeroCalcare le attiviste e gli attivisti di Mediterranea Saving Humans, annunciando con orgoglio una grande novità:

«La risposta più giusta a chi tenta instancabilmente di criminalizzare il salvataggio in mare delle vite umane è raddoppiare gli sforzi. C’è una seconda nave pronta a salpare, che continuerà a soccorrere chi chiede aiuto in mare».

Dopo il caso Paragon, oscura storia di spionaggio informatico autorizzata dal governo italiano ai danni di attivisti di Mediterranea e dell’ex direttore di Fanpage, il 29 maggio è arrivata la decisione del Gup di Ragusa che rinvia a giudizio sei attivisti dell’unica ong italiana del soccorso civile in mare per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Ma Mediterranea non demorde:

«Una nuova nave è la risposta più forte e concreta che possiamo dare a chi, nel governo italiano e nelle istituzioni europee, lavora con accanimento per impedire che le vite delle persone migranti vengano salvate. Facciamo parte della Flotta Civile di Soccorso e ci impegniamo insieme per salvare vite, mentre altri tramano per respingerle nei lager, causando ogni giorno sofferenze e morte».

Grazie alla cooperazione tra le ong Sea-Eye e Mediterranea, la nave Sea-Eye 4 diventa Mediterranea e continua la sua missione come nave di cura, solidarietà e dignità.

In un Mediterraneo trasformato in una gigantesca fossa comune, contro i campi di prigionia finanziati dall’UE in Libia, contro gli accordi con dittatori e trafficanti, serve raddoppiare la solidarietà e l’impegno.

«Non ci fermeranno con la diffamazione, lo spionaggio, i processi.
La forza di chi salva vite è più grande del potere di chi le lascia morire».