LA COPPA È NAPOLI
di Nicola Angrisano
06/10/2026

E lo sponsor siamo noi: Golfo, Vesuvio, storia e bellezza diventano visibilità, mercato e valore

“THERE IS NO SECOND”. È lo slogan che campeggia sulle recinzioni delle aree riservate ai VIP dell’America’s Cup.

Ma la Coppa è Napoli.

È Napoli il trofeo che i team in competizione, insieme a Louis Vuitton e MSC, porteranno in giro per il mondo: il Golfo, il Vesuvio, uno degli scenari più riconoscibili al mondo. La nostra storia millenaria. La nostra bellezza. La nostra reputazione.

Tutto trasformato in visibilità, mercato e valore.

Ci raccontano invece che sarà l’America’s Cup a dare prestigio a Napoli, a proiettarla nel mondo, persino a cambiare in meglio Bagnoli. È la retorica della competizione globale tra città, dove grandi eventi e operazioni di city branding servono ad attrarre investimenti, turismo e visibilità.

Ma Napoli non è una città alla ricerca di un’identità. La sua identità è sedimentata in secoli di storia ed è riconoscibile nel mondo. È stata capitale, è centro di una civiltà mediterranea millenaria e possiede un patrimonio storico, culturale e paesaggistico che non ha bisogno di essere legittimato da un grande evento.

La prospettiva va rovesciata: è una Coppa alla ricerca di rilancio, nuovi scenari e nuova attrattività ad avere trovato nel Golfo una ribalta straordinaria.

E Barcellona dovrebbe insegnare qualcosa. Dopo aver ospitato l’America’s Cup nel 2024, la città ha deciso di non candidarsi nuovamente, nonostante gli organizzatori abbiano attribuito all’evento un impatto economico superiore al miliardo di euro. Ha ospitato la Coppa, ne ha valutato costi e benefici e ha scelto di non impegnarvi nuovamente risorse ed energie.

Bagnoli, poi, non può diventare la “legacy” dell’America’s Cup. Bonificare e restituire quel territorio alla città è un dovere delle istituzioni e un diritto dei napoletani, atteso da decenni. Lo era prima della Coppa e lo sarà quando l’ultima barca avrà lasciato il Golfo.

E poi ci sono gli sponsor. MSC può associare il proprio marchio al mare, alla sostenibilità, allo sport e alla rigenerazione; Louis Vuitton a uno dei paesaggi più potenti del mondo. È il valore simbolico di Napoli che diventa valore reputazionale e commerciale.

La domanda sulla “legacy” va allora capovolta: chi lascia qualcosa a chi?

Napoli mette a disposizione il Golfo, il Vesuvio, Bagnoli, il lungomare, risorse pubbliche e una reputazione costruita nei secoli. Non sono un fondale pubblicitario. Sono patrimonio collettivo.

E mentre tutto questo diventa scenario, marchio e mercato, sulle recinzioni delle aree VIP campeggia:

“THERE IS NO SECOND”.

Non c’è posto per i secondi.
Figuriamoci per gli ultimi.

La Coppa è Napoli. E lo sponsor siamo noi.