JULIAN ASSANGE È LIBERO
di Patrick Boylan
25/06/2024

Gli USA cedono all’impeto di un’opinione pubblica sempre più pressante

Ieri pomeriggio (24 giugno), Julian Assange è stato liberato su cauzione dalla prigione londinese di Belmarsh ed è salito su un aviogetto all’aeroporto di Stansted a nord di Londra in direzio- ne del suo paese natio, l’Australia, con una tappa di due giorni (oggi e domani, mercoledì) nelle Isole Marianne Settentrionali. Lì dovrà presentarsi davanti ad una corte statunitense, dichiararsi colpevole del reato di uso improprio di documenti ufficiali, ricevere una sentenza di cinque anni ovvero quelli già trascorsi a Belmarsh, ed uscire dal tribunale da uomo libero. È previsto che raggiungerà poi l’Australia mercoledì sera (ora italiana). Le Isole Marianne Settentrionali costituiscono, dal 1986, un “territorio non incorporato” degli USA e la corte marianna, che ha sede nella capitale Saipan, è la giurisdizione statunitense più lontana dalla terraferma USA e la più vicina all’Australia. Il patteggiamento (“plea deal”) consisterà nell’accettazione di un documento che descrive in dettaglio l’asserito reato commesso da Assange insieme alla sua fonte, Chelsea Manning, reato che Julian dovrà confessare in cambio di una sentenza di 62 mesi ma con il riconoscimento del tempo passato in carcere. Da oltre quindici anni Julian, che compirà 53 anni il 3/7, è stato braccato, confinato, imprigionato soltanto perché ha osato dire la verità in faccia al potere, quello che dovrebbe fare ogni giornalista. Ora il cofondatore di WikiLeaks potrà tirare un sospiro di sollievo e ripensare il suo futuro. Chissà quali sorprese ci riserverà.