04/09/2025
Tra il 31 agosto e il 4 settembre ha mollato gli ormeggi la più grande mobilitazione transnazionale degli ultimi anni: la Global Sumud Flotilla, una flotta di decine di navi di dimensioni medio-piccole organizzata da cittadini provenienti da vari paesi d’Europa e del Mediterraneo. Destinazione: Gaza. Obiettivo: porre fine all’assedio marittimo imposto da Israele con un atto di resistenza civile non violenta e consegnare ai gazawi un carico di cibo, medicinali e altri beni essenziali, nella speranza di alleviare, anche se di poco, la loro sofferenza.
Gli attivisti sono perfettamente consapevoli che questa risposta collettiva non ha in alcun modo un carattere risolutivo. Nessuno si illude di poter correggere con un gesto umanitario l’inferno di isolamento e carestia in cui si trova il popolo palestinese; l’intento è piuttosto quello di inviare un messaggio di solidarietà e vicinanza a coloro che da quasi due anni cercano di sopravvivere senza che alcuna istituzione abbia seriamente tentato di fermare o boicottare Israele, nonché di lasciare allo scoperto la vuota retorica dei governi europei e di sensibilizzare l’opinione pubblica a casa nostra.
