15/05/2026
Ucciso dall’IDF insieme al fratello Bahaa. Con un pallone insegnavano la speranza a un’infanzia sotto assedio
Aveva 23 anni. Allenava bambini tra le macerie di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Quando tutto intorno cadeva sotto le bombe, Mohammed Al Sultan continuava a fare una cosa semplice e rivoluzionaria: aprire un campo di calcio ai bambini palestinesi. Restituire gioco, fiducia, futuro. Per questo oggi il suo nome attraversa il Mediterraneo e arriva nelle scuole, nelle librerie, nei centri sociali, nelle piazze popolari d’Italia. Mohammed era uno degli animatori della scuola calcio Al Haddaf. Dopo l’inizio della guerra aveva lasciato Beit Lahia insieme alla sua famiglia, rifugiandosi a Deir al Balah. Anche lì, tra tende e distruzione, aveva ripreso ad allenare i ragazzi dispersi dal genocidio. E’ stato assassinato in un bombardamento israeliano che ha colpito la sua casa. Con lui sono morti il fratello Bahaa, di appena 14 anni, la sorella, i genitori e altri familiari.
Ma la sua storia non è stata sepolta sotto le bombe. Negli ultimi mesi il legame nato tra l’Al Haddaf Team e la Spartak San Gennaro di Napoli è diventato molto più di un semplice gemellaggio sportivo.
È un ponte politico e umano tra due periferie del Medi- terraneo: Gaza e Napoli. Ora quella memoria diventa anche un libro che uscirà in tutte le librerie italiane il prossimo 26 maggio e sarà accompagnato da una lunga serie di presentazioni in tutta Italia: da Napoli a Matera, da Milano a Brescia e passando per spazi sociali, librerie indipendenti, associazioni sportive e realtà solidali che in questi mesi hanno costruito reti concrete di sostegno alla popolazione palestinese.
Non sarà soltanto la presentazione di un libro. Sarà un attraversamento collettivo della memoria. Un modo per dire che Mohammed non era un numero dentro un bollettino di guerra, ma un educatore popolare, un allenatore, un ragazzo cheaveva deciso di opporsi alla disumanizzazione con un pallone e un gruppo di bambini.
Perché un campo di calcio aperto sotto le bombe può fare più paura di un esercito.
