IL PRIMO MAGGIO A BAGNOLI
di Nicola Angrisano
30/04/2026

A Bagnoli il Primo Maggio torna terreno di scontro: casa, salute, lavoro e accesso al mare contro speculazione, guerra e città vetrina

Bagnoli è di nuovo un confine. Non geografico, ma politico: tra chi immagina un territorio piegato ai grandi eventi e chi continua a rivendicarlo come spazio di vita, salute e lavoro.

Il Primo Maggio qui non è una ricorrenza, ma una presa di posizione. Da una parte cemento, porto turistico, rendita e vetrinizzazione; dall’altra bonifica, spiaggia pubblica, reddito e diritti.

Non è uno scontro astratto: è il futuro concreto di un pezzo di città.
Negli ultimi mesi le polveri, i cantieri, le decisioni calate dall’alto hanno reso evidente ciò che da anni si denuncia: la bonifica può attendere, il profitto no.

E così la colmata resta, mentre avanzano progetti che parlano più agli investitori che agli abitanti. Intanto precarietà, sfratti, esternalizzazioni e turismo spingono fuori chi qui vive.

Mobilitarsi oggi a Bagnoli significa tenere insieme tutto questo: rifiutare che guerra, grandi opere e spesa militare diventino l’orizzonte inevitabile, mentre si tagliano servizi e diritti.

Significa affermare che la città non è una merce e che il mare non è un fondale per eventi.

Il Primo Maggio a Bagnoli è una scelta di campo: contro la logica del profitto, per una città che appartenga a chi la attraversa e la abita.