Giustizia per Awdah assassinato dai coloni israeliani per difendere il suo villaggio dalla pulizia etnica!
di Villi Colomba
04/09/2025

E’ passato più di un mese da quando Yinon Levi, un colono israeliano noto per il suo fanatismo e la violenza razzista, ha sparato a sangue freddo ad Awdah Hathaleen (Odeh), attivista Palestinese, insegnante e padre di due figli. La sua “colpa” tentare di difendere il proprio villaggio, Umm al Khair in Cisgiordania, dai  bulldozer che distruggevano le condutture dell’acqua per permettere l’insediamento di un nuovo avamposto coloniale…

Il suo assassino ha ricevuto dal tribunale israeliano “tre giorni” di arresti domiciliari… mentre diversi testimoni palestinesi presenti ed anche alcuni attivisti internazionali sono stati temporaneamente arrestati. Per molti giorni Israele non ha restituito il corpo, permettendo un funerale “blindato” solo dopo uno sciopero della fame e la crescente attenzione internazionale.

Umm al Khair si trova nell’area della Masafer Yatta, regione rurale intorno alla città paletinese di Yatta. Come gran parte della Cisgiordania è sottoposta al controllo militare e amministrativo di Israele, mentre i Palestinesi subiscono la legge militare dell’Occupazione e gli abusi che ne conseguono.

Malgrado il clamore per l’omicidio, i lavori per l’insediamento dell’avamposto sono continuati con la sorveglianza armata dell’esercito israeliano. Lo stesso Yinon Levi ha ripreso a mostrarsi incurante dei sentimenti dei parenti della vittima. Tutti segni del disprezzo razzista per le vite Palestinesi, lo stesso che a poche decine di chilometri si trasforma nello sterminio Genocida contro la popolazione di Gaza.

Le Colonie sono completamente illegali ma continuano a crescere anche grazie alla complicità e ai finanziamenti che Israele riceve dai paesi occidentali.

Nella Masafer Yatta sono però attive da tempo reti di resistenza Palestinese come Youth of Sumud, che col supporto di gruppi di attivist* internazionali, si oppongono all’occupazione delle terre, al loro esproprio e alle demolizioni forzate. Il 6 settembre si ritroveranno ad Umm al Khair per gridare giustizia per Awdah e libertà per la Palestina!