ENI FUORI DAL PROGETTO OFFSHORE A GAZA
di N.A.
26/06/2026

La multinazionale italiana rinuncia alle licenze di esplorazione nel mare antistante la Striscia. Per gli attivisti è il primo risultato concreto della pressione internazionale

È del 22 marzo la notizia del ritiro della multinazionale fossile italiana Eni dal progetto di esplorazione nel mare antistante la Striscia di Gaza, per il quale aveva ottenuto licenze dalle autorità israeliane.

La decisione segna una significativa inversione di rotta rispetto agli accordi precedentemente sottoscritti e arriva dopo mesi di mobilitazioni, campagne di pressione e iniziative di boicottaggio promosse da organizzazioni e reti internazionali solidali con il popolo palestinese. Secondo gli attivisti di BDS ITALIA, la rinuncia alle licenze rappresenta il primo risultato concreto di una campagna che ha denunciato il progetto considerato parte del più ampio processo di sfruttamento delle risorse energetiche legato all’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi. La vicenda aveva attirato l’attenzione di associazioni, movimenti e organizzazioni per i diritti umani, che avevano contestato la legittimità di attività economiche sviluppate in violazione del diritto internazionale. Per BDS ITALIA, Extintion Rebellion e Ultima Generazione, promotori del boicottaggio, il passo indietro di Eni dimostra come la pressione pubblica possa incidere sulle scelte delle grandi imprese.

La rinuncia al progetto offshore viene così letta come una vittoria parziale ma significativa, capace di rafforzare le campagne che chiedono alle aziende di interrompere ogni attività collegata all’occupazione israeliana. Proprio a partire da questo risultato, le organizzazioni coinvolte annunciano una nuova fase di monitoraggio e pressione affinché il disimpegno venga esteso a tutte le attività ritenute connesse al sistema economico dell’occupazione.