01/06/2024
8 bugie per screditare il fondatore di Wikileaks
Stupratore, terrorista, irresponsabile, narcisista, spia di Putin, manipolatore. Questo è il personaggio di Assange costruito, in maniera più o meno strumentale, dalla maggioranza dei media, soprattutto nei Paesi occidentali. Gran parte dell’opinione pubblica, sempre più abituata a un’informazione sensazionalistica e superficiale, ha accettato in maniera acritica questa costruzione, che giustifica un diffuso disimpegno di fronte alla sistematica violazione dei più elementari diritti umani cui Assange è sottoposto da più di 13 anni. Perfino Nils Melzer, dal 2016 al 2022 relatore speciale dell’ONU sulla tortura e oggi uno dei maggiori sostenitori di Assange, ammette di aver condiviso questo pregiudizio: nel suo libro Il processo a Julian Assange racconta di non avere sulle prime accolto le richieste di aiuto che gli venivano da Wikileaks perché abituato a pensare al suo fondatore come a un personaggio poco limpido e discutibile. Ma se si prova a guardare ai fatti con spirito critico e si va un po’ oltre i titoli sensazionalistici, si ricostruisce una vicenda più complessa, in cui Assange appare come una vittima della guerra in corso contro la libertà di informazione.
