11/01/2024
Nel giorno del pronunciamento sulla estradabilità della Alta Corte britannica
Dopo una lunga attesa, L’Alta Corte britannica ha finalmente comunicato una data per quello che i sostenitori di Assange definiscono il “Day X”. Il 20 e il 21 febbraio si terrà un’udienza pubblica in cui un collegio di due giudici dovrà riesaminare la decisione, presa da un giudice lo scorso giugno, che negava ad Assange il diritto di ricorrere in appello contro la propria estradizione. Se questa sentenza fosse confermata sarebbe immediatamente possibile estradare Assange, fatta salva l’estrema possibilità di un ricorso presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. In concomitanza con l’udienza, presso il tribunale di Londra si terrà una grande manifestazione, ma anche in molte città di Europa e del mondo sono previsti flash mob e mobilitazioni (per l’elenco completo degli eventi vedi: www.stellassange.com), e c’è da credere che nel caso di una sentenza negativa i sostenitori di Assange non smetteranno di far sentire la loro voce. L’appuntamento a Napoli è per le ore 17 del 20 febbraio davanti al consolato U.S.A. In Italia sono previste manifestazioni anche a Milano, Roma e Catania. A favore di Assange si sono espressi tra gli altri Amnesty International, Reporter senza frontiere e numerosi sindacati e Unioni dei giornalisti di numerosi Paesi, oltre a intellettuali e artisti di rilievo come Noam Chomsky o Roger Waters. Un appello al Governo degli Stati Uniti firmato da decine di politici federali australiani chiede il ritiro delle accuse di spionaggio rivolte al giornalista e attivista che, se estradato, rischia una pena fino a 175 anni di carcere duro. Anche una parte crescente dell’opinione pubblica e della classe politica statunitense guarda con attenzione al caso Assange, e l’avvicinarsi del termine del mandato di JoeBiden lascia aperto un sia pur minimo spiraglio alla possibilità della grazia presidenziale.
