26/06/2026
La spedizione di greggio verso Israele diventa uno dei principali argomenti della nuova campagna contro Eni
Tra gli elementi che alimentano la prosecuzione della campagna contro Eni vi sono le segnalazioni relative ai flussi energetici diretti verso Israele.
Un report pubblicato da Oil Change International ha evidenziato spedizioni di greggio proveniente dal Centro Olio della Val d’Agri, in Basilicata, e partite dal terminal Eni di Taranto verso Israele per circa 30.000 tonnellate. Secondo BDS Italia, Extinction Rebellion e Ultima Generazione, tali forniture rappresentano una forma di sostegno materiale all’economia israeliana in un contesto segnato dal genocidio e dall’occupazione dei Territori Palestinesi. La questione si inserisce inoltre, in un quadro giuridico internazionale sempre più rilevante. Nel luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha ribadito l’obbligo di non prestare aiuto o assistenza al mantenimento della presenza israeliana nei Territori Palestinesi Occupati, un principio che le organizzazioni promotrici della campagna ritengono applicabile anche alle attività economiche e commerciali. È alla luce di questo intreccio tra energia, economia e diritto internazionale che le iniziative di pressione nei confronti della multinazionale italiana proseguono anche dopo il ritiro dal progetto offshore di Gaza. Per i promotori della campagna, infatti, la rinuncia alle licenze nel mare antistante la Stri- scia rappresenta una vittoria importante ma non conclusiva.
Il boicottaggio continuerà a coinvolgere consumatori, reti sociali, investitori e istituzioni fino a quando non verrà realizzato, a loro avviso, un completo disimpegno da ogni attività collegata al sistema economico dell’occupazione israeliana.
