11/06/2026
Diritto alla casa, libertà di movimento e dignità: migranti e rifugiati in piazza a Napoli il 20 Giugno
A Napoli, il 10 aprile 2026, nei pressi di Porta Nolana, circa 40 persone sono state sgomberate dalle proprie abitazioni, dichiarate inagibili o a rischio di crollo, senza ricevere – secondo quanto denunciato dagli interessati – adeguate soluzioni alternative. Tra loro vi erano famiglie, minori e una donna in gravidanza.
Gli assistenti sociali intervenuti sul posto avrebbero proposto come unica misura immediata la separazione dei nuclei familiari per garantire la tutela dei minori. Molte delle persone coinvolte si sono rivolte al Movimento Migranti e Rifugiati Napoli (MMRN), realtà attiva dal 2016 nella difesa dei diritti delle persone migranti. Il Movimento ha contribuito all’organizzazione di un presidio per chiedere un confronto con l’Amministrazione comunale. «L’episodio – denunciano gli attivisti del MMRN – si inserisce in un contesto sociale in cui le comunità straniere vengono abbandonate, sfruttate nei luoghi di lavoro e strumentalizzate a fini elettorali».
Nelle stesse settimane è stata inoltre annunciata la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) a Castel Volturno, finanziato con uno stanziamento di 41 milioni di euro. Una decisione fortemente contestata dal Movimento, che considera i CPR strumenti di repressione e segregazione, richiamando le vicende di Moussa Balde e Ousmane Sylla, morti dopo essere transitati attraverso il sistema dei centri di detenzione amministrativa.
Per il Movimento Migranti e Rifugiati Napoli, le questioni dell’abitare, del lavoro, della libertà di movimento e dell’accesso ai diritti fondamentali sono strettamente connesse e richiedono una risposta collettiva.
Per questo il 20 giugno 2026 il MMRN organizza la manifestazione “Inventare l’avvenire”, una mobilitazione pubblica per il diritto alla casa, contro la precarietà e per una vita dignitosa per tutte e tutti.
«In una città sempre più al servizio degli imprenditori, ostile ai lavoratori e alle famiglie migranti che, insieme a quelle italiane, mandano avanti il Paese, è necessario continuare a lottare anche per tutti i fratelli e le sorelle che in questo sistema violento hanno perso la vita», affermano gli attivisti del Movimento.
