13/12/2024
Dall’ottobre 2024, quando Israele ha intensificato una guerra che dura da quasi un secolo, l’esercito sionista ha ucciso più di 40mila palestinesi, tra i quali 13mila bambini e bambine.
In molti casi, attraverso attacchi diretti ai civili, anche nei campi profughi.
Israele ha causato una distruzione senza precedenti, mai riscontrata per livello e rapidità in nessun conflitto del XXI secolo.
Ha raso al suolo città e distrutto infrastrutture, terreni agricoli, siti culturali e religiosi.
Ha utilizzato la fame come arma di guerra, bloccando aiuti umanitari e lasciando morire migliaia di famiglie per denutrizione e malattie.
Centinaia di palestinesi sono stati detenuti e torturati.
Il diritto internazionale e i diritti umani vengono ripetutamente violati. Anche per Amnesty International Israele sta compiendo atti di genocidio con l’intento di annientare l’intera popolazione palestinese.
Il movimento internazionale di boicottaggio contro Israele si oppone a questo genocidio.
Il sionismo, su cui si basa lo Stato di Israele, è una delle ideologie più violente e razziste concepite dall’umanità.
Affermare, come fa Israele, che chi “sta con la Palestina è antisemita” è la vera dichiarazione antisemita, perché identifica Israele con “tutti gli ebrei”.
Questa tattica è molto usata in Europa e negli Stati Uniti per screditare chi sostiene il popolo palestinese e chi invita al boicottaggio, facendo leva sul senso di colpa occidentale per l’Olocausto degli ebrei del Novecento.
Ma è Israele che sta facendo al popolo palestinese ciò che un tempo fu fatto agli ebrei.
