11/06/2026
La bonifica dovrebbe pagarla il privato ma finisce a carico dello Stato. Caltagirone, pur avendo inquinato, incassa soldi dall’appalto pubblico
Novembre 2024: quotidiani nazionali e napoletani accolgono con grande entusiasmo l’accordo con cui la Basi 15 (gruppo Caltagirone) cede i terreni inquinati dell’area ex Cementir di Bagnoli a Invitalia, nell’ambito del piano di bonifica e rigenerazione urbana del Sito di interesse nazionale flegreo.
Non è difficile capire come mai: Il Messaggero e Il Mattino, principali cantori dell’affare, appartengono allo stesso Caltagirone, che più che “un dono alla città” sembra aver messo a segno un bel colpo a danno delle casse pubbliche e di tutti i cittadini.
I terreni erano oggetto di un contenzioso che imponeva la bonifica all’imprenditore proprietario, secondo il principio internazionale del “chi inquina paga”. Con la gentile collaborazione del governo Meloni e del sindaco nonchè commissario straordinario Gaetano Manfredi, Caltagirone si libera invece di un’area che costituiva un inutile fardello e soprattutto degli altissimi costi che avrebbe dovuto sostenere per bonificare e per smantellare gli impianti.
Un costo che, grazie a questo “sensazionale” accordo, sarà ora a carico dello Stato, che ci rimetterà un sacco di soldi.
Eppure, non finisce qui. Qualche tempo dopo la firma dell’accordo si viene a sapere che non soltanto chi ha inquinato non pagherà un euro, ma addirittura incasserà: Invitalia ha affidato infatti la bonifica dell’area a un raggruppamento di imprese, alla modica cifra di duecento settanta milioni di euro.
Tra queste imprese compare la Vianini Lavori, società che si occupa di ingegneria civile e industria di manufatti in cemento.
Lasciamo indovinare al lettore chi ne è proprietario…
