Chi ha paura del Carnevale Sociale?
di Ottavio Raffione
27/02/2025

Dal primo Carnevale del Gridas del 1983 ai nostri giorni: un’iniziativa autogestita, familiare e anarchica

 

Da quindici anni esiste a Napoli il Carnevale Sociale. Ogni anno coinvolge migliaia di persone in ogni quartiere della città, e perfino in provincia. “È un’iniziativa autogestita, beffarda e vitale perché consapevolmente anti-istituzionale – dice Antonio, tra gli animatori del carnevale di Soccavo –. Adulti e bambini si organizzano da sé, senza bisogno di bandi o sovvenzioni. Allestiscono i laboratori, costruiscono insieme i carri, le maschere, i travestimenti. E poi, dal venerdì fino al martedì grasso, sfilano in piazza tra la gente”.

Esiste un coordinamento dei carnevali. La sua funzione è di condividere le informazioni, stimolare il protagonismo popolare, evidenziare le criticità dei singoli territori, ma sempre nella cornice di quel che resta soprattutto un momento di socialità e di festa.

Eppure, non tutto fila liscio come dovrebbe. “Due anni fa – racconta Adele, che organizza la parata nel rione Sanità – le intimidazioni della polizia impedirono di accendere il grande falò che tradizionalmente chiude la festa nel centro storico. Quest’anno poi alcune municipalità stanno mettendo in dubbio lo svolgimento delle parate, appigliandosi a cavilli burocratici, rimpallandosi le responsabilità. Il comune da parte sua ha approvato una delibera che tiene conto solo dei carnevali istituzionali, allestiti a uno e consumo dei turisti. La verità è che stanno svendendo la città ai migliori offerenti, riempiono le strade di militari e si lavano le mani delle emergenze sociali”.

“Alla vigilia dei nostri carnevali – conclude Amelia, che anima quello di Montesanto – vogliamo ribadire due cose: il fuoco verrà acceso anche quest’anno, e nessuno dovrà sborsare un euro per sfilare lungo le strade dei quartieri. È anche così che difendiamo le nostre tradizioni, contrastiamo l’espropriazione degli spazi comuni, la svendita dell’identità cittadina, la riduzione a merce di ogni manifestazione della vita associata”.