CERCASI DISPERATAMENTE SPIAGGIA. A NAPOLI LE SPIAGGE LIBERE SONO IL 4%
di Nicola Angrisano
27/11/2023

Trovare una spiaggia libera a Napoli è un’impresa. Ci sono spiagge private, spiagge in concessione, spiagge a numero chiuso, spiagge con obbligo di prenotazione. Di spiagge libere, neanche l’ombra, ad eccezione di “Lido Mappatella”, poco più di 300 metri quadri. Nella più grande città di mare del Mediterraneo è diventato sempre più difficile farsi un bagno in modo gratuito. Nel corso degli ultimi decenni, infatti, le spiagge di Napoli sono state sempre più privatizzate dalle concessioni balneari, che hanno trasformato una risorsa pubblica in un bene esclusivo, a pagamento. Escludendo San Giovanni e Bagnoli, che rimangono tuttora non balneabili a causa della mancata bonifica legata all’inerzia delle istituzioni, solo il 4% della spiaggia del territorio è di accesso libero. Nell’area di Posillipo, le discese a mare sono nell’immensa maggioranza dei casi private, a uso domestico o commerciale, e con prezzi proibitivi. Al posto di offrire i servizi a chi li desidera, le attività con permesso di concessione si sono impossessate della costa con lidi e cancelli, sottraendola chi abita la città. In questo contesto, le persone che non possono permettersi una spesa di decine o centinaia di euro al mese, sono costrette a farsi il bagno nelle vasche di casa! I numeri parlano da soli: la spiaggia liberà è il 4% del totale; quella residenziale il 6%; quella a pagamento il 19%. La stragrande maggioranza di spiaggia, ben il 70%, rimane interdetta per inquinamento. Le istituzioni locali, intanto, restano a guardare e limitano ulteriormente l’accesso al mare, inventandosi per la poche spiagge libere ancora rimaste il numero chiuso e le prenotazioni.