ANCORA NESSUNA GIUSTIZIA PER UGO RUSSO
di Nicola Angrisano
24/07/2025

Il dibattimento, entrato nel vivo con la testimonianza dei periti a inizio anno, è stato rinviato per ben tre volte. La prossima udienza a settembre

Il perito balistico conferma la dinamica

Ucciso mentre fuggiva

È avvenuta lo scorso 15 gennaio la testimonianza del perito balistico Emanuele Paniz del Banco Nazionale di Prova di Brescia e del colonnello Sergio Abate del Ris dei Roma che hanno effettuato l’integrazione dell’incidente probatorio richiesta dalla Corte d’Assise per chiarire la dinamica con cui il carabiniere fuori servizio C. B. la notte del 1° marzo 2020 fece fuoco sul quindicenne Ugo Russo, uccidendolo con un colpo alla nuca mentre quest’ultimo fuggiva dopo un tentativo di rapina. Sul suo capo grava un’accusa di omicidio volontario. I periti hanno effettuato l’analisi dei residui di sparo, della dinamica e della traiettoria dei proiettili, in particolare in relazione allo stipi- te dell’edificio di via Orsini dove si è conficcato uno dei colpi esplosi dall’imputato verso Ugo. Nel corso dell’udienza i periti hanno mostrato come le deformazioni subite dalla pallottola durante la prova balistica siano compatibili con quelle del proiettile che ha attraversato il casco e il cranio di Ugo prima di impattare sullo stipite. Viene dunque confermata l’ipotesi già formulata dalle perizie precedenti, ovvero che questo proiettile sia stato esploso dal carabiniere in una seconda fase dell’azione, quando Ugo si era già allontanato dall’auto dopo il tentativo di rapina e lui è uscito dal parcheggio, ponendosi al centro della carreggiata per colpirlo.

Una versione che lascia soddisfatte le parti civili e che invece vede il controesame della difesa, avvenuto il 10 febbraio, durante il quale sono emersi nuovi particolari sulla dinamica e a cui avrebbe dovuto seguire il 27 marzo la testimonianza dei medici legali. È il momento in cui il processo subisce numerosi rinvii: la prossima udienza sarà celebrata il prossimo 24 settembre, un rinvio molto lungo motivato dalla giudice con un imminente congedo e con la priorità da assegnare ai processi più vicini alla scadenza. Un rinvio che pone una domanda importante: quanto tempo dovrà aspettare ancora la famiglia di Ugo per avere verità e giustizia, a più di cinque anni da quella maledetta notte in cui a un ragazzo di quindici anni è stata negata la possibilità di vivere il proprio futuro?